Équipe DCA
Dettaglio: Disturbi del Comportamento Alimentare

L'equipe DCA nasce dalla grande attualità dei Disturbi del Comportamento Alimentare e dalla necessità, secondo le linee guida internazionali, di approcci terapeutici interdisciplinari con una formazione specifica.

Il trattamento d'elezione di queste forme non è esclusivamente l'approccio dietetico tradizionale che non prende in considerazione gli aspetti psicopatologici, bensì un approccio integrato che si occupi della cura medico - nutrizionale e delle problematiche psicologico - psichiatriche.

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) secondo il manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM IV) vengono suddivisi in: anoressia nervosa, bulimia nervosa, Binge Eating Disorders (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata e il Night Eating Syndrome (NES). negli ultimi tempi hanno preso forma altre tipologie di disturbi alimentari quali l'ortoressia (attenzione ossessiva per l'alimentazione sana), la bigoressia ("anoressia inversa" alterata percezione della propria immagine corporea).

La grande attualità dei questo tipo di disturbi rende necessario un approccio terapeutico interdisciplinare e una formazione specifica per intervenire sugli effetti biologici e psicologici del digiuno, della restrizione alimentare, delle abbuffate, delle condotte di eliminazione (es. lassativi, vomito..) e dei comportamenti compensatori (es. iperattività, restrizione..). in un'epoca in cui il cibo è diventato un nemico e le paure si sono moltiplicate, si configura una enorme popolazione che utilizza queste paure per rappresentare angosce più profonde fino a diventare una vera e propria epidemia sociale che necessita di un intervento il più possibile tempestivo e globale per poter intervenire sull'eziologia multifattoriale di tali disturbi.

Infatti spesso il disturbo del comportamento alimentare ha una storia legata a difficoltà alimentari nell'infanzia (un passato da bambina sovrappeso, traumi con il sondino..) o ad altri tipologie di traumi (abusi, violenze..). Così il disturbo è la coperta che copre la polvere, cioè la storia, il passato e il corpo diventa il mezzo per far vedere quel dolore. Pertanto il valore funzionale del sintomo diventa quello di rifugio, di riparazione o di consolazione e paradossalmente è il primo tentativo di guarigione, perché a causa di esso, o meglio, attraverso esso, si chiede aiuto.

Aspetti diversi coinvolgono i disturbi più "moderni" quali la bigoressia o vigoressia ("anoressia inversa", alterata percezione della propria immagine corporea, quella che colpisce gli appassionati del body building per intenderci) e l'ortoressia.(attenzione ossessiva per l'alimentazione sana). Anche in questi casì però bisogna fare grande attenzione alle dinamiche di rigidità che tali aspetti assumono sullo stile di vita e alla dispercezione corporea che spesso ne deriva. Senza accorgercene il corpo assume il controllo su se stessi e sulla mente arrivando a comandarne vita e abitudini.

Equipe DCA:
Dott.ssa Elena Busso, psicologa psicoterapeuta sistemico - relazionale
Dott. Dott. Federico Facchini, psichiatra

Équipe DCA
Dettaglio: Disturbi del Comportamento Alimentare

L'equipe DCA nasce dalla grande attualità dei Disturbi del Comportamento Alimentare e dalla necessità, secondo le linee guida internazionali, di approcci terapeutici interdisciplinari con una formazione specifica.

Il trattamento d'elezione di queste forme non è esclusivamente l'approccio dietetico tradizionale che non prende in considerazione gli aspetti psicopatologici, bensì un approccio integrato che si occupi della cura medico - nutrizionale e delle problematiche psicologico - psichiatriche.

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) secondo il manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM IV) vengono suddivisi in: anoressia nervosa, bulimia nervosa, Binge Eating Disorders (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata e il Night Eating Syndrome (NES). negli ultimi tempi hanno preso forma altre tipologie di disturbi alimentari quali l'ortoressia (attenzione ossessiva per l'alimentazione sana), la bigoressia ("anoressia inversa" alterata percezione della propria immagine corporea).

La grande attualità dei questo tipo di disturbi rende necessario un approccio terapeutico interdisciplinare e una formazione specifica per intervenire sugli effetti biologici e psicologici del digiuno, della restrizione alimentare, delle abbuffate, delle condotte di eliminazione (es. lassativi, vomito..) e dei comportamenti compensatori (es. iperattività, restrizione..). in un'epoca in cui il cibo è diventato un nemico e le paure si sono moltiplicate, si configura una enorme popolazione che utilizza queste paure per rappresentare angosce più profonde fino a diventare una vera e propria epidemia sociale che necessita di un intervento il più possibile tempestivo e globale per poter intervenire sull'eziologia multifattoriale di tali disturbi.

Infatti spesso il disturbo del comportamento alimentare ha una storia legata a difficoltà alimentari nell'infanzia (un passato da bambina sovrappeso, traumi con il sondino..) o ad altri tipologie di traumi (abusi, violenze..). Così il disturbo è la coperta che copre la polvere, cioè la storia, il passato e il corpo diventa il mezzo per far vedere quel dolore. Pertanto il valore funzionale del sintomo diventa quello di rifugio, di riparazione o di consolazione e paradossalmente è il primo tentativo di guarigione, perché a causa di esso, o meglio, attraverso esso, si chiede aiuto.

Aspetti diversi coinvolgono i disturbi più "moderni" quali la bigoressia o vigoressia ("anoressia inversa", alterata percezione della propria immagine corporea, quella che colpisce gli appassionati del body building per intenderci) e l'ortoressia.(attenzione ossessiva per l'alimentazione sana). Anche in questi casì però bisogna fare grande attenzione alle dinamiche di rigidità che tali aspetti assumono sullo stile di vita e alla dispercezione corporea che spesso ne deriva. Senza accorgercene il corpo assume il controllo su se stessi e sulla mente arrivando a comandarne vita e abitudini.

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Degeneri: IL DIRITTO AL PIACERE - quale posto per la disabilità?
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