“Classi senza aule”: un’altra scuola possibile
Dettaglio: Rivista n. 6 A cura di: Dott.ssa M. Brun, Psicologa - Dott. I. Vaggelli, Psicologo Psicoterapeuta

C'era una volta la corsa del primo giorno per accaparrarsi il posto nel banco più ambito. C'era una volta la difficile scelta del compagno o della compagna con cui dividere gioie e dolori di un intero anno scolastico. C'erano una volta innumerevoli ore e giornate passate nelle solite quattro mura... c'era una volta? Si!....Per alcuni studenti queste immutabili abitudini, che definivano “lo stare a scuola”, sono diventate un ricordo. Nella scuola media dell'Istituto Comprensivo di Cumiana quest'anno scolastico 2015-16 ha visto l'avvio del progetto “Classi senza aule”. Ma come è possibile? Ecco quello che potreste vedere! Ad accogliervi all'ingresso tanti armadietti gialli, rossi e verdi, percorsi guidati da segnali stradali, corridoi e aule colorate come una mappa cromatica che contraddistingue le diverse aree disciplinari, su ogni porta il nome del professore, “il padrone di casa”, ogni spazio diverso dall'altro e in continua evoluzione, campanelle con suoni diversi per scandire in modo nuovo il tempo.
Questo è un esempio, fra i primi in Italia realizzato in una scuola secondaria di primo grado, di DADA, Didattica per Ambienti di Apprendimento, una radicale innovazione pedagogico–didattica e organizzativa. A partire da una diversa cura degli spazi scolastici comuni e una ridefinizione dei compiti di tutte le figure coinvolte si perseguono diversi obiettivi.
Gli studenti, spostandosi autonomamente da un'aula all'altra, imparano a responsabilizzarsi nella gestione di tempi e materiali con il supporto degli armadietti, veri e propri angoli personali in cui portare un po' della propria stanza a scuola. Da qui, un maggior investimento emotivo in quella che diventa sempre di più la “mia scuola”. Gli stessi corridoi diventano luoghi di incontro e socializzazione tra ragazzi di classi e di anni diversi in un clima di cooperazione e supporto reciproco, soprattutto quando si perde l'orientamento! Il ragazzo più confuso può trovare una guida nella compagna più organizzata. Ma nuovi sforzi e nuove abilità non sono richieste solo ai ragazzi. Ciascun professore è chiamato a vestire e costruire uno spazio intorno all'area disciplinare di sua competenza per facilitare e promuovere l'apprendimento, non più trasmissivo ma attivo ed esperienziale.
Questa innovazione, come altre sperimentazioni didattiche (ad esempio la flipped classroom, il book in progress), è un esempio positivo di come è possibile pensare e concretizzare una didattica diversa, attenta alle molteplici modalità di apprendere e capace di accogliere le specificità di ciascun studente. Obiettivi incoraggiati e promossi dalle ultime normative sulla didattica inclusiva (Dir. Min. Del 27.12.2012 e C.M. n.8 del 06.03.2013). Questo è solo l'inizio del racconto e siamo ancora in viaggio, ma i primi passi sono stati possibili grazie a un'eccezionale partecipazione di tutta la comunità. In primis i genitori che hanno saputo coinvolgere con entusiasmo tutto il territorio.
Come psicologi scolastici, ci sentiamo coinvolti nel tentativo di creare corresponsabilità nella comunità educante al fine di promuovere il benessere psico-educativo dei ragazzi e perciò riteniamo importante valorizzare questa esperienza.
Spesso ascoltiamo proclami e riforme dall'alto che lasciano dei nulla di fatto o osserviamo l'immobilismo della scuola italiana che si trincera dietro lamentele e circoli viziosi senza vedere e cogliere le opportunità di cambiamento. Come Centro di Psicologia e Psicoterapia vogliamo contribuire a diffondere buone prassi e cultura inclusiva proponendo, in collaborazione con Radio Beckwith Evangelica, un servizio radiofonico con l'obiettivo di ampliare la conoscenza di questa esperienza e seguirla nella sua evoluzione. Le interviste rivolte alla dirigente scolastica, ai professori e ai genitori andranno in onda nel mese di marzo.

“Classi senza aule”: un’altra scuola possibile
Dettaglio: Rivista n. 6 A cura di: Dott.ssa M. Brun, Psicologa - Dott. I. Vaggelli, Psicologo Psicoterapeuta

C'era una volta la corsa del primo giorno per accaparrarsi il posto nel banco più ambito. C'era una volta la difficile scelta del compagno o della compagna con cui dividere gioie e dolori di un intero anno scolastico. C'erano una volta innumerevoli ore e giornate passate nelle solite quattro mura... c'era una volta? Si!....Per alcuni studenti queste immutabili abitudini, che definivano “lo stare a scuola”, sono diventate un ricordo. Nella scuola media dell'Istituto Comprensivo di Cumiana quest'anno scolastico 2015-16 ha visto l'avvio del progetto “Classi senza aule”. Ma come è possibile? Ecco quello che potreste vedere! Ad accogliervi all'ingresso tanti armadietti gialli, rossi e verdi, percorsi guidati da segnali stradali, corridoi e aule colorate come una mappa cromatica che contraddistingue le diverse aree disciplinari, su ogni porta il nome del professore, “il padrone di casa”, ogni spazio diverso dall'altro e in continua evoluzione, campanelle con suoni diversi per scandire in modo nuovo il tempo.
Questo è un esempio, fra i primi in Italia realizzato in una scuola secondaria di primo grado, di DADA, Didattica per Ambienti di Apprendimento, una radicale innovazione pedagogico–didattica e organizzativa. A partire da una diversa cura degli spazi scolastici comuni e una ridefinizione dei compiti di tutte le figure coinvolte si perseguono diversi obiettivi.
Gli studenti, spostandosi autonomamente da un'aula all'altra, imparano a responsabilizzarsi nella gestione di tempi e materiali con il supporto degli armadietti, veri e propri angoli personali in cui portare un po' della propria stanza a scuola. Da qui, un maggior investimento emotivo in quella che diventa sempre di più la “mia scuola”. Gli stessi corridoi diventano luoghi di incontro e socializzazione tra ragazzi di classi e di anni diversi in un clima di cooperazione e supporto reciproco, soprattutto quando si perde l'orientamento! Il ragazzo più confuso può trovare una guida nella compagna più organizzata. Ma nuovi sforzi e nuove abilità non sono richieste solo ai ragazzi. Ciascun professore è chiamato a vestire e costruire uno spazio intorno all'area disciplinare di sua competenza per facilitare e promuovere l'apprendimento, non più trasmissivo ma attivo ed esperienziale.
Questa innovazione, come altre sperimentazioni didattiche (ad esempio la flipped classroom, il book in progress), è un esempio positivo di come è possibile pensare e concretizzare una didattica diversa, attenta alle molteplici modalità di apprendere e capace di accogliere le specificità di ciascun studente. Obiettivi incoraggiati e promossi dalle ultime normative sulla didattica inclusiva (Dir. Min. Del 27.12.2012 e C.M. n.8 del 06.03.2013). Questo è solo l'inizio del racconto e siamo ancora in viaggio, ma i primi passi sono stati possibili grazie a un'eccezionale partecipazione di tutta la comunità. In primis i genitori che hanno saputo coinvolgere con entusiasmo tutto il territorio.
Come psicologi scolastici, ci sentiamo coinvolti nel tentativo di creare corresponsabilità nella comunità educante al fine di promuovere il benessere psico-educativo dei ragazzi e perciò riteniamo importante valorizzare questa esperienza.
Spesso ascoltiamo proclami e riforme dall'alto che lasciano dei nulla di fatto o osserviamo l'immobilismo della scuola italiana che si trincera dietro lamentele e circoli viziosi senza vedere e cogliere le opportunità di cambiamento. Come Centro di Psicologia e Psicoterapia vogliamo contribuire a diffondere buone prassi e cultura inclusiva proponendo, in collaborazione con Radio Beckwith Evangelica, un servizio radiofonico con l'obiettivo di ampliare la conoscenza di questa esperienza e seguirla nella sua evoluzione. Le interviste rivolte alla dirigente scolastica, ai professori e ai genitori andranno in onda nel mese di marzo.

Adolescenti e genitori oggi
Dettaglio: CENTRO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

10 maggio 2018 h 20,45 incontro gratuito presso la biblioteca di Pinasca.

Una serata per condividere esperienze, idee e preoccupazioni rispetto a come i nostri figli vivano la loro [...]

10 maggio 2018 h 20,45 incontro gratuito presso la biblioteca di Pinasca.

Una serata per condividere esperienze, idee e preoccupazioni rispetto a come i nostri figli vivano la loro adolescenza attraverso gli smartphone e le tecnologie.



Non è vero che le cose passano. Non passano mai.
Sei tu che, ad un certo punto, gli passi davanti sorridendo
Cellulare, videogiochi, dipendenza?
Dettaglio: Rivista n. 12
I videogiochi sono una presenza costante a casa vostra? Dare regole per gestire l'uso e l'abuso del cellulare vi mette in difficoltà? Siamo di fronte a un modo diverso di vivere le relazioni amicali [...]
I videogiochi sono una presenza costante a casa vostra? Dare regole per gestire l'uso e l'abuso del cellulare vi mette in difficoltà? Siamo di fronte a un modo diverso di vivere le relazioni amicali o si tratta delle prime avvisaglie di un internet gaming disorder (dipendenza da giochi on line)?
L'Assemblea Generale dell’OMS si interroga se inserire la dipendenza da videogioco nella [...]