La morte: come affrontare l’argomento con i più piccoli
Dettaglio: Rivista n. 9 A cura di: A cura della dott.ssa Maurizia Natale, psicologa scolastica e tutor dell'apprendimento

Non è mai facile parlare della morte perché automaticamente viene da pensare alla propria. Riflettere su questo argomento fa spesso paura perché emergono domande a cui non si riesce a dare una risposta. Ma quando sono i bambini a chiedere cos’è la morte, quali spiegazioni bisogna dare e come darle?
I piccoli, generalmente, hanno un concetto lineare del tempo per cui muoiono prima i più anziani, poi quelli meno anziani, via via fino ai più giovani che quando moriranno saranno vecchi. Il più delle volte le cose vanno proprio così, ma può succedere che questa linearità venga interrotta e che il bambino abbia esperienza di una morte precoce e/o inaspettata. Questo evento può generare domande, fantasie e paure, per cui è importante che gli adulti siano preparati ad affrontare con loro questo grande tema.
Bisogna spiegare ai bambini in modo chiaro e semplice cosa avviene quando si muore. Se si è in difficoltà, si può prendere spunto da esempi della vita quotidiana, che sono concreti e non troppo carichi emotivamente. Ad esempio si può parlare della vita delle piante, oppure , se si è perso qualcuno a causa di una lunga malattia, si può fare riferimento agli elettrodomestici che alle volte si guastano ma si riparano e alle volte, purtroppo, il loro guasto è così grande che non si riesce più a ripararli e smettono di funzionare. È necessario, comunque, che i bambini capiscano che la morte è una cosa naturale e che fa parte dell’essere vivi, perché il corpo ad un certo punto della propria vita non ha più energie e si spegne. Quella persona non tornerà più, ma rimarrà viva nei ricordi di coloro che l’hanno amata.
Spesso, non sono i bambini a chiedere cosa c’è dopo la morte ma sono gli adulti che si sentono in dovere di dare un chiarimento. Ognuno è libero di fare riferimento al proprio credo religioso per dare spiegazioni riguardo all’eventuale vita oltre la morte, ricordando, però, che i bambini hanno bisogno di chiarezza e non di confusione, dunque, il consiglio e di non soffermarsi su particolari troppo fantasiosi.
Qualcuno può chiedersi se è corretto commuoversi mentre si affronta l’argomento con i bambini. La morte è accompagnata da molte forti emozioni quali il dolore, la rabbia, la tristezza ma ci si può sentire anche rasserenati quando la morte subentra dopo una lunga malattia. Parlare di queste emozioni ed esprimerle in modo equilibrato è di grande aiuto per i bambini, soprattutto per coloro che hanno vissuto un lutto, perché li autorizza ad esternarle.
I bambini, soprattutto quelli più piccoli, non sanno esprimersi pienamente con le parole ma usano principalmente il corpo per comunicare. È, dunque, importante osservare il loro comportamento e i loro disegni per individuare eventuali segnali di disagio. Ma ciò che più conta è che l’adulto stia loro vicino, che li aiuti a dare significato a ciò che provano, che li incoraggi a parlare e a ricordare la persona scomparsa con un disegno, portando un fiore sulla tomba o scrivendo una lettera.
Il dolore per la perdita è tanto ed è forte ma con il sostegno degli altri piano piano passerà.

La morte: come affrontare l’argomento con i più piccoli
Dettaglio: Rivista n. 9 A cura di: A cura della dott.ssa Maurizia Natale, psicologa scolastica e tutor dell'apprendimento

Non è mai facile parlare della morte perché automaticamente viene da pensare alla propria. Riflettere su questo argomento fa spesso paura perché emergono domande a cui non si riesce a dare una risposta. Ma quando sono i bambini a chiedere cos’è la morte, quali spiegazioni bisogna dare e come darle?
I piccoli, generalmente, hanno un concetto lineare del tempo per cui muoiono prima i più anziani, poi quelli meno anziani, via via fino ai più giovani che quando moriranno saranno vecchi. Il più delle volte le cose vanno proprio così, ma può succedere che questa linearità venga interrotta e che il bambino abbia esperienza di una morte precoce e/o inaspettata. Questo evento può generare domande, fantasie e paure, per cui è importante che gli adulti siano preparati ad affrontare con loro questo grande tema.
Bisogna spiegare ai bambini in modo chiaro e semplice cosa avviene quando si muore. Se si è in difficoltà, si può prendere spunto da esempi della vita quotidiana, che sono concreti e non troppo carichi emotivamente. Ad esempio si può parlare della vita delle piante, oppure , se si è perso qualcuno a causa di una lunga malattia, si può fare riferimento agli elettrodomestici che alle volte si guastano ma si riparano e alle volte, purtroppo, il loro guasto è così grande che non si riesce più a ripararli e smettono di funzionare. È necessario, comunque, che i bambini capiscano che la morte è una cosa naturale e che fa parte dell’essere vivi, perché il corpo ad un certo punto della propria vita non ha più energie e si spegne. Quella persona non tornerà più, ma rimarrà viva nei ricordi di coloro che l’hanno amata.
Spesso, non sono i bambini a chiedere cosa c’è dopo la morte ma sono gli adulti che si sentono in dovere di dare un chiarimento. Ognuno è libero di fare riferimento al proprio credo religioso per dare spiegazioni riguardo all’eventuale vita oltre la morte, ricordando, però, che i bambini hanno bisogno di chiarezza e non di confusione, dunque, il consiglio e di non soffermarsi su particolari troppo fantasiosi.
Qualcuno può chiedersi se è corretto commuoversi mentre si affronta l’argomento con i bambini. La morte è accompagnata da molte forti emozioni quali il dolore, la rabbia, la tristezza ma ci si può sentire anche rasserenati quando la morte subentra dopo una lunga malattia. Parlare di queste emozioni ed esprimerle in modo equilibrato è di grande aiuto per i bambini, soprattutto per coloro che hanno vissuto un lutto, perché li autorizza ad esternarle.
I bambini, soprattutto quelli più piccoli, non sanno esprimersi pienamente con le parole ma usano principalmente il corpo per comunicare. È, dunque, importante osservare il loro comportamento e i loro disegni per individuare eventuali segnali di disagio. Ma ciò che più conta è che l’adulto stia loro vicino, che li aiuti a dare significato a ciò che provano, che li incoraggi a parlare e a ricordare la persona scomparsa con un disegno, portando un fiore sulla tomba o scrivendo una lettera.
Il dolore per la perdita è tanto ed è forte ma con il sostegno degli altri piano piano passerà.

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