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Afasia – cos’è il disturbo di linguaggio che ha colpito Bruce Willis


Rivista N. 18 - secondo semestre - Anno 2022
Afasia – cos’è il disturbo di linguaggio che ha colpito Bruce Willis

Nel marzo 2022 il famoso attore statunitense ha annunciato il suo addio alle scene a causa dell’insorgenza di un disturbo chiamato Afasia. Ma di che cosa si tratta? Ecco sei punti che ce lo spiegano meglio.

  • l’afasia determina una compromissione del linguaggio: deriva da una lesione cerebrale solitamente situata nell’emisfero sinistro che compromette delle aree specializzate nella comprensione e nella produzione del linguaggio (orale e scritto).
  • è un disturbo acquisito: significa che l’individuo perde una funzione precedentemente appresa a causa di un ictus, un tumore cerebrale, un trauma cranico oppure di una malattia neurodegenerativa.
  • non altera l’intelligenza né la capacità di provare sentimenti: le persone afasiche hanno difficoltà nella comunicazione, ma il disturbo stesso non compromette l’intelligenza.
  • ci sono diversi sottotipi di afasia a seconda della localizzazione e della manifestazione clinica: le più famose a livello storico sono l’afasia di Broca (condizione nella quale una persona è in grado di comprendere ciò che le viene detto ma non riesce a produrre frasi e in casi più gravi nemmeno le parole), l’afasia di Wernicke (gli individui capiscono scarsamente il linguaggio ma possono esprimersi con frasi prive di significato oppure con parole inventate) e l’afasia globale (è la più grave, con compromissione sia della codifica che della decodifica verbale).
  • in Italia il numero di persone afasiche in seguito a malattie cerebrovascolari si aggira attorno a 150.000-200.000 con un'incidenza annua di 2 nuovi casi per 1.000 abitanti; a queste si devono aggiungere i soggetti affetti da afasia in seguito a traumi cranici o altre malattie.
  • l’afasia non è senza speranza: con l'aiuto dell'intervento riabilitativo fornito da un logopedista le persone affette da afasia migliorano e si adattano a nuovi metodi di comunicazione. La quantità di capacità linguistiche che una persona può recuperare dipende tuttavia dalla causa della lesione cerebrale, dall'entità della lesione, da dove si è verificato il danno nel cervello, dall'età e dalla salute della persona. L’intervento deve essere tempestivo con l’obiettivo di portare il paziente a comunicare quanto più verbalmente possibile. Il logopedista accompagna anche il paziente e i famigliari a comprendere che la verbalità non è l’unico canale comunicativo, ma che le intenzioni e i messaggi possono essere ugualmente veicolati dalla mimica, dalla gestualità, dall’intonazione della voce, dalla postura, dal supporto di tecnologie, ecc..

  • “Che diavolo succedeva? Uno scroscio di risa dal reparto afasici, proprio all’inizio del discorso del Presidente in televisione, che tutti erano così ansiosi di sentire. Il Presidente come sempre, toccava il tasto della commozione; ma ora, a quanto pareva, ne ricavava soprattutto ilarità. Che cosa succedeva a tutti quanti? Che cosa credevano? Non riuscivano a capirlo? O forse lo capivano fin troppo bene?». Egli [l'afasico] non riesce ad afferrare le tue parole, e quindi non può esserne ingannato; ma l'espressione che accompagna le parole, quell'espressività totale, spontanea, involontaria che non può mai essere simulata o contraffatta, come possono esserlo, fin troppo facilmente, le parole.. tutto questo egli lo afferra con precisione.”

    Oliver Sacks, “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”

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