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Benessere psicologico e vita online negli adolescenti


Rivista N. 9 - secondo semestre - Anno 2017
Benessere psicologico e vita online negli adolescenti

Serena e Paolo chiedono una consulenza psicologica: raccontano come il figlio Andrea, un ragazzo di 16 anni vivace e intelligente, si stia chiudendo in sé stesso senza apparente motivo. Rimane nella propria stanza senza vedere nessuno, sempre impegnato al computer o al cellulare. Una sera Andrea ha alzato la voce inveendo contro i genitori e rifiutandosi di unirsi a loro in una cena con gli zii ai quali è sempre stato molto affezionato. Serena si chiede perché non riescano più a “sentirlo presente” con loro.

Quando la vita online diventa un ostacolo allo sviluppo emotivo e sociale sano?
Oggi molte delle relazioni che i ragazzi instaurano sono online, un modo nuovo di estendere e completare la vita sociale che si svolge nel mondo reale. Se la socialità virtuale dell’adolescente prende il sopravvento rispetto a quella reale, con un importante ritiro sociale, può determinarsi una situazione di rischio per un equilibrato sviluppo emotivo e sociale. L’uso della rete può prendere la forma di una vera e propria dipendenza, quando lo stare in rete diventa un bisogno irrinunciabile ed esclusivo.

In che senso si può parlare di Dipendenza da Internet?
Il meccanismo implicato sembra essere quello proprio di altre forme di dipendenza (da sostanze, da alcol, da sesso, dal gioco d’azzardo): la persona sviluppa una modalità relazionale costrittiva ed esclusiva rispetto all’oggetto da cui dipende, con reazioni emotive o fisiche molto dolorose quando costretta ad abbandonare l’oggetto stesso. La Dipendenza da Internet è un rischio concreto per lo sviluppo psicologico e sociale, ma viene spesso sottovalutata, ritenuta non dannosa, perché l’"oggetto del desiderio" è legale e non è una sostanza stupefacente.

Quali sono gli indizi che fanno pensare in un adolescente al rischio di Dipendenza da Internet?
- necessità impellente di trascorrere tutto il tempo libero online
- agitazione, nervosismo, ansia, tristezza dopo la sospensione o la diminuzione dell’uso della rete
- assenza o superficialità nelle relazioni prima importanti, in particolare in famiglia
- mettere a repentaglio il rendimento o la frequenza a scuola per passare del tempo su Internet
- ripetuti insuccessi nel limitare l’uso di Internet, reazioni di forte rabbia verso il genitore che cerchi di limitare l’uso della rete
- mentire riguardo il tempo che si passa in rete
- si possono osservare diversi segnali a livello fisico: insonnia, forte stanchezza, emicrania, stress oculare, ipersudorazione, tachicardia, tensioni, crampi e/o dolori muscolari a causa delle numerose ore trascorse davanti al computer

Che fare dunque per aiutare Andrea?
La consulenza psicologica ha cercato di dare un significato al disagio di Andrea ed ha permesso di superare il momento di difficoltà. Andrea stava vivendo un momento di conflitto con alcuni compagni di scuola: alcuni lo denigravano per la sua “tenerezza”, elemento molto apprezzato dalle ragazze, ma molto osteggiato dai “duri” della classe. Andrea cercava una via di fuga online, nascondendosi dietro ad una identità fittizia, unico posto in cui po- ter vivere le relazioni nel modo che preferisce. Un successivo intervento psicologico ha permesso ad Andrea di spiegare ai genitori la difficoltà del momento ed acquisire nuovi strumenti relazionali per far fronte in modo attivo alla relazione conflittuale con i “duri” della classe. Anche nel caso di Andrea, l’abuso di Internet non è la causa ma la risposta ad un disagio emotivo che va riconosciuto e affrontato con un intervento appropriato. È importante individuare tempestivamente il sintomo “eccesso di Internet” ed intervenire per sostenere i ragazzi in dire zione di uno sviluppo sociale e relazionale equilibrato: accanto ad un uso moderato del mezzo digitale Andrea potrà tornare a interagire con soddisfazione con familiari, amici e compagni nel mondo “reale”.

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