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In che senso?....di colpa


Rivista N. 18 - secondo semestre - Anno 2022
In che senso?....di colpa

Un’esperienza comune a tutti è quella di aver avuto esperienza con il senso di colpa. Si tratta di un’emozione complessa poiché si sviluppa successivamente alle cosiddette emozioni primarie, come paura e rabbia, che sono presenti fin dalla nascita.
Il senso di colpa nasce dalla percezione, a volte errata, di aver commesso un errore, di aver compiuto qualcosa che ha recato del male a qualcuno. In questo senso è un’emozione legata all’empatia. Infatti non ci si sentirebbe in colpa se non si tenesse conto delle emozioni che un nostro comportamento può aver suscitato nell’altro e, inoltre, non ci si soffermerebbe a pensare alle proprie azioni se non si fosse interessati al bene dell’altro. La possibilità di provare il senso di colpa può rivelarsi utile e adattiva, perché può aprire spazi di riflessione sul proprio comportamento, può portare all’attivazione di gesti riparativi e può aiutare a sviluppare il senso di responsabilità. Diversamente può assumere forme meno funzionali. Talvolta, infatti, si fa spazio il pensiero di aver danneggiato o poter danneggiare qualcuno e si fanno intense emozioni di tristezza, vergogna, rabbia, disperazione, in alcuni casi così intense da rendere il senso di colpa patologico. Infatti la persona resta bloccata nei suoi giudizi negativi, nei pensieri di auto-rimprovero, rimorso o rammarico, che le impediscono di andare avanti e realizzare i propri progetti personali.
Associato al senso di colpa è il concetto di punizione. Infatti, chi si sente in colpa si aspetta di ricevere una punizione e soprattutto è convinto di meritarla. Nella depressione, per esempio, il senso di colpa assume le caratteristiche di una ruminazione continua, è presente un costante senso di rammarico che porta la persona alla convinzione di meritare intense forme di punizione che spesso vengono messe in atto dalla persona stessa, come nel caso delle azioni autolesionistiche.
Ma quali possono essere altri risvolti/funzioni del senso di colpa? Paradossalmente può dare sollievo poiché costituisce un’espiazione per il dolore che si crede di aver procurato; può essere un modo per avere la compassione e il perdono degli altri e creare quindi una vicinanza relazionale che sarebbe difficile raggiungere in altro modo; può suscitare simpatia e protezione da parte degli altri mostrandosi in una posizione di vittima perennemente addolorata. Restare bloccati nel senso di colpa può portare la persona ad evitare le fatiche insite in un processo di maturazione, in quelle della riparazione di un errore, e quelle relative all’impegno di essere attivi in un processo di miglioramento personale e nel raggiungimento di nuove consapevolezze.
Dietro la continua colpevolizzazione di sé, spesso si nasconde una sorta di senso di onnipotenza, come se l’intera responsabilità di certe situazioni dipendesse dal proprio comportamento, quando obiettivamente non può essere così. Le nostre azioni, infatti, possono incidere solo in parte sullo stato d’animo di un’altra persona. Giungere a questa consapevolezza, da soli o con il supporto di uno psicoterapeuta, è un primo, importante passo per liberarsi dai sensi di colpa. Può essere inoltre utile apprendere a tollerare il giudizio e la disapprovazione degli altri, impedendo che questi limitino le proprie azioni ed impediscano di soddisfare i propri reali bisogni e desideri.

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